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Oggi parliamo di note olfattive

Gli oli essenziali vengono classificati in tre diversi gruppi a seconda del loro grado di volatilità, ovvero della persistenza del loro aroma: si differenziano per la velocità con cui l’olio tende ad evaporare se esposto all’aria.

La classificazione oggi utilizza prevede tre macroraggruppamenti:

note di testa (alte)

note di cuore o di centro (medie)

note di base o di fondo (basse)

Note di testa – si tratta degli oli essenziali più volatili: è la prima fragranza ad essere percepita dal nostro olfatto in una composizione profumata. Sono olii freschi e leggeri, dinamici, estroversi, odori intensi ma non persistenti (si attenuano in media dopo 15 minuti), adatti a chi cerca concentrazione ed in genere con azione stimolante. Appartengono a questa categoria le note esperidate o agrumate, quelle marine o acquatiche e quelle aromatiche. Sono note di testa i seguenti oli: Arancio dolce e amaro, bergamotto, cajeput, canfora, cardamomo, carvi, cedro (frutto), citronella, cumino, estragone, eucalipto, lemongrass, limone, litsea, mandarino, menta piperita, petitgrain, pompelmo (la nota più alta o “acuta” fra tutte), verbena.

Note di cuore – sono la categoria intermedia tra gli olii essenziali più volatili e quelli più persistenti, si presentano in un secondo momento rispetto alle note di testa, sono intensi ma sensuali, avvolgenti e morbidi, resistono per due o tre ore circa ma di solito non oltre le quattro ore: sono le note più potenti, quelle che creano la scia o appunto il “cuore” di un profumo. Sono note di cuore: l’Achillea, alloro, anice, camomilla romana, camomilla blu, coriandolo, finocchio, gelsomino, geranio, issopo, lavanda, melissa, mimosa, mirto, mughetto, neroli, pino cembro, rosa, rosmarino, salvia, salvia sclarea, vaniglia, violetta, ylang-ylang.

Note di base (o di fondo) – l’ultima fragranza che si presenta è quella di questi olii essenziali, che sono calmanti, stabilizzanti, balsamici, con un aroma caldo e pesante, che non viene avvertito immediatamente ma può persistere anche per ventiquattrore; esprimono la personalità del profumo e sono probabilmente quelle che determinano la fedeltà ad una data composizione (oltre ad agire come fissativi per le altre componenti). Tra le note di questa categoria ci sono quelle legnose, muschiate, ambrate, orientali o di cuoio: Abete rosso, angelica, basilico, benzoino, betulla, cannella, legno di cedro, chiodi di garofano, cipresso, elicriso, ginepro, incenso, iperico, legno di rosa, maggiorana, mirra, muschio, noce moscata, origano, patchouli, pepe nero, pino silvestre, sandalo, santoreggia, tea tree, timo, tuberosa, vetiver (la nota più grave tra quelle di base), zenzero.

Naturalmente si tratta di classificazioni convenzionali e non rigide, tanto che alcune note “di passaggio” possono essere definite di cuore-testa (ad esempio cardamomo, finocchio) e di base-cuore (ad esempio cedro, elicriso, legno di rosa, maggiorana, noce moscata, origano, zenzero).

Di seguito la cosiddetta “piramide olfattiva”:

noteolfattive